abeo liguria onlus
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Testimonianze

Silvia

Volontaria

Quasi un anno con Abeo e due grossi errori.

Dopo quasi un anno, riflettendo sui mesi trascorsi, mi sono resa conto di essere incorsa in due grossi errori.

Il primo: nella mia superbia ero convinta di aver cercato io Abeo. Sbagliato!
Abeo ha cercato me: sommessamente, nel tempo, un richiamo casuale dopo l'altro. Un volantino nella sala d'aspetto di un notaio, messo in borsa e perso. Altro volantino …non ricordo dove. Tempo dopo un banchetto al Mercatino di San Nicola dove giravo distratta in attesa che arrivasse l'ora di un appuntamento lì vicino. Uno scambio di recapiti, una telefonata: ”Ci vediamo?” “Ma sì! Vengo volentieri a sentire di che si tratta. Poi vedrò....”.
Cosa voleva da me? Tempo. La cosa più preziosa che abbiamo da regalare a chi, forse, non ne ha quanto noi. A chi, comunque vada, ne è stato rubato a bambini che potrebbero non guarire, bambini che, anche se guariranno, hanno comunque visto scivolare in cure faticose mesi ed anni della loro piccola esistenza.
Se si vuole il tempo, si trova. Eccomi qua.

Secondo errore: credo di entrare a far parte di Abeo ed invece è Abeo che entra a far parte di me e non posso che essergliene grata.
Ti entra dentro tutto: la dedizione, la gioia, l'entusiasmo, il dubbio, la preoccupazione, l'accoglienza di chi già da anni dona il suo tempo. Ci cadi dentro con tutte le scarpe, come si suol dire!
Ti entrano dentro questi visetti, questi piccoli cuoricini, tanto più grandi di te che ti impartiscono delle lezioni gigantesche.
Quando senti dei bimbetti che usano termini medici come i laureati, che parlano di terapie, trapianti, interventi, come tappe della loro vita. Quando impari che, oltre alla malattia, soffrono di privazioni crudeli: la dieta, la compagnia di una classe di scuola, lo sport, la famiglia, la propria casa, sostituite da mascherina, controlli dei valori, maestre a domicilio, reparti d’ospedale.
Allora risistemi le gerarchie delle cose nella tua vita e, se ancora non lo avevi fatto, ti rendi conto che non fai mai abbastanza per loro e, sicuramente, non hai fatto abbastanza da meritarti quello che hai avuto e che hai.
Grazie, Abeo.

Silvia Romeo
Volontaria di Villa Canepa

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