abeo liguria onlus
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Testimonianze

Irene

Ex Paziente

Salve , mi chiamo Irene e  il 14 Giugno mi sposo.
Ho 28 anni e ne avevo poco più di uno quando sono approdata la prima volta  al reparto Onco Ematologico del Gaslini, più precisamente alla Pediatria IV.
In tutti questi anni ci sono stati parecchi ricoveri per la mia patologia e sebbene questi siano coincisi  con dei momenti non molto felici per la mia salute, serbo un bel ricordo. Questo grazie, oltre alla competenza e all’umanità dei medici, a tutte le persone che ho incontrato sul mio cammino e con cui si era creato un certo legame. Mi riferisco alle infermiere, simpaticissime sempre pronte alla battuta, agli altri pazienti, ai loro genitori, alle dolci signore dell’Abeo, sempre pronte ad aiutare i parenti e i piccoli ricoverati, e che con il sorriso sulle labbra cercavano di sdrammatizzare ogni situazione.
Ricordo le lunghe giornate passate in Oncologia, quando si faceva festa se le infermiere ti davano il permesso di uscire quell’oretta a respirare aria buona e a poter vedere in lontananza il mare. Ma c’era un giorno in particolare che tutti noi bambini attendevamo con ansia: quando “le signore vestite di blu”, ovvero le volontarie dell’Abeo, ci portavano il gelato e allora festa grande, lo si aspettava veramente con trepidazione.
Ora che sono grande capisco anche quanto importanti fossero state per quei genitori, che lontani da casa potevano staccare un’oretta da quel luogo per poter respirare o dar sfogo alle emozioni, certe che accanto ai loro bimbi c’erano quelle persone, a mio ricordo dolcissime. E poi i momenti di gioco, di socializzazione e quelli di scuola, per stare sempre al passo con gli altri.
Durante i miei numerosi ricoveri sono stata spesso a fare visite presso altri reparti del Gaslini e ogni volta che tornavo alla Pediatria IV era come tornare a casa, mi sentivo protetta, in un ambiente rassicurante. Ancor oggi quando vengo per dei controlli, sebbene più raramente, respiro sempre quell’aria famigliare che ho conosciuto, nonostante nel corso di tutti questi anni si siano succeduti parecchi medici e infermiere.
Devo riconoscere che grazie a tutte queste persone e ai miei genitori, il mio approccio con la malattia non è stato particolarmente traumatico, anzi, proprio nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, quando si è formato maggiormente il mio carattere, ho assunto un atteggiamento ottimistico nei confronti della vita che mi ha aiutato molto. Tutte queste persone mi hanno aiutata a vivere la malattia come se fosse una situazione di normalità, a prenderla come un gioco.
Credo che, grazie a questa mia esperienza, sia maturato in me, piano piano, il desiderio di intraprendere la strada infermieristica.
Dopo la laurea ho trovato impiego in una Clinica privata, ormai da 6 anni. Anche se in cuor mio il mio sogno sarebbe quello di poter un giorno venire a lavorare in quel reparto che ho conosciuto “dall’altra parte”.
Mi piace instaurare un rapporto coi pazienti, sentire le loro storie, forse perché io stessa sono stata coinvolta in prima persona in determinate situazioni e credo che la mia situazione sia di aiuto, a volte, e di sostegno verso quelle persone a cui presto cure.
Ora, come ho detto all’inizio mi sto per sposare e il minimo che potevo fare è stato quello di scegliere le bomboniere solidali dell’Abeo.
Spero che tanti seguano il nostro esempio, sono belle ed è una piccola goccia che permette di aiutare gli altri, perché sono anche gesti come questo che ci rendono fieri di noi stessi e danno un senso alla nostra esistenza. Ciao a tutti.

Irene Turini
Ex paziente

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Maria Rita

Mamma
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Giuseppe

Papà
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Antonella

Mamma
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Giusi & Aldo

Genitori
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Armando

Amico
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Candida

Volontaria
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Irene

Ex Paziente
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Laura

Mamma
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Maria Luisa

Dottoressa
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Andrea

Volontario
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Silvia

Volontaria
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Nayma

Volontaria
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Maria

Famiglia Nicolosi e Gruppo Scout
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