Gianna era una persona molto schiva, una donna che aveva a modo suo dedicato la vita agli altri mettendosi in secondo piano: i bambini a scuola prima e i suoi genitori a cui ha dedicato tutte le cure fino alla fine.

Dietro al suo aspetto austero e burbero Gianna però nascondeva un cuore davvero grande e generoso.

Il suo amore per i bambini e i ragazzi l’aveva coltivato negli anni di lavoro a scuola. La bidella Gianna era un riferimento per tutti. 

Quando si è ammalata e ha capito che non le sarebbe rimasto molto tempo ha cercato il modo di lasciare un segno, un segno che in qualche modo esprimesse tutto l’amore che non era riuscita ad esprimere appieno durante il percorso della sua vita terrena.

Ed ecco che lungo il cammino incontra i bambini e ragazzi malati come lei, che come lei devono combattere ogni giorno contro la malattia, contro gli effetti collaterali delle cure, contro il dolore che li blocca nel letto per giorni e giorni.

Gianna vuole fare qualcosa per loro, vuole dare una speranza a questi piccoli pazienti che non meritano di soffrire così che, diversamente da lei, hanno ancora una lunga vita davanti.

È in quei momenti che capisce che anche lei può fare qualcosa di grande, qualcosa che lascerà un segno indelebile del suo passaggio.

Gianna alla fine ha scelto di non morireha scelto di compiere un grande gesto d’amore: ha scelto di lasciare la sua eredità ai bambini e ai ragazzi malati di tumore o leucemia seguiti da Abeo Liguria!

 Sceglie di ricordare nel proprio testamento Abeo Liguria, i bambini e i ragazzi malati e le loro famiglie, sceglie davvero di essere per sempre tra di noi.

 Speriamo che l’esempio di Gianna possa essere di ispirazione, perché un Dono nel Testamento è davvero per sempre.