Storia
L’A.B.E.O. Liguria nasce nel 1982 ad opera di un gruppo di genitori e di medici e per volontà dell’allora primario Professoressa L. Massimo, allo scopo di sostenere le esigenze delle famiglie e dei piccoli ricoverati all’Istituto G. Gaslini, colpiti da leucemie o tumori.
L’ABEO ha cominciato ad operare con pochissime persone, timidamente, imparando a poco a poco come rapportarsi con i piccoli ammalati e le loro famiglie, a capirne le esigenze e a soddisfarle, per quanto possibile.
Gradualmente l’Associazione ha preso coscienza del proprio ruolo ed acquisito un’autonoma consapevolezza, individuando delle proprie funzioni specifiche, distinte ma complementari rispetto a quelle dei medici.
La vicinanza alle famiglie, di cui circa l’80% proviene da fuori regione se non addirittura da paesi stranieri, ha reso evidente che una delle esigenze primarie da soddisfare è quella del reperimento di un alloggio in cui ricostituire il nucleo familiare nei momenti che si possono trascorrere in regime di non ricovero ma pur sempre in prossimità dell’ospedale per poter eseguire controlli e terapie.
A tal fine nel 1993 vengono acquisiti alcuni appartamenti che, si pensa, possano meglio soddisfare le esigenze di quelle famiglie che per le caratteristiche o lo stato di avanzamento della malattia del figlio abbiano bisogno di un ambiente più protetto e riservato.
Nel 1998 Abeo inaugura la prima Casa di Accoglienza presso le Suore Passioniste di Quarto, in cui sono stati ricavati 4 appartamenti ed una verandina adibita a sala giochi nel giardino antistante la villetta.
In seguito viene stilato un accordo con la Croce Rossa, in base al quale i volontari Abeo presteranno i propri servizi presso il centro Saturno (casa di accoglienza della Croce Rossa) e verranno riservate ai pazienti onco-ematologici 15 stanze presso la stessa struttura.
Infine, nel 2007 viene inaugurata la struttura di Villa Canepa, articolata in 7 appartamenti ed alcuni spazi comuni per le famiglie.
L’incremento dell’ospitalità Abeo corrisponde ad una crescita organizzativa e qualitativa dell’associazione, che si impegna a svolgere la propria missione in modo razionale e senza sprechi, senza perdere mai di vista la centralità del bambino e nella consapevolezza di quanto ancora resti da fare. |