Fra i progetti più interessanti e innovativi curati dall'associazione A.B.E.O.
Liguria, un posto di rilievo è di certo occupato dal "Modulo domiciliare di
scuola ospedaliera", denominazione forse poco comprensibile dai non addetti
ai lavori, ma che nella vita di tutti i giorni, per i bambini di Ematologia e
Oncologia Pediatrica dell'istituto Gaslini di Genova, ha un significato molto
concreto: la possibilità di rimanere nell'ambiente domestico e allo stesso tempo
di seguire la scuola, interrotta a causa della malattia.
Un piccolo passo
verso quella "normalità" necessaria ai giovanissimi pazienti che nell'ospedale
rischia spesso di venire a mancare, una parte integrante del processo curativo
che permette al bambino di recuperare non solo l'equilibrio fisico, guarendo aiutato
dai medici del Gaslini, ma anche quello psicologico, di fondamentale importanza
per la stessa guarigione.
Una idea "semplice" che realizza un obiettivo straordinario
che, come altri progetti portati avanti da A.B.E.O Liguria, ha come punto focale
il bambino e il suo ritorno alla vita abituale, nella ricerca di risparmiargli
il più possibile traumi e difficoltà.
La scuola, infatti, in questo
caso, non è solo fonte d'insegnamento secondo il programma ministeriale, ma evita
all'alunno malato di perdere l'anno, e rappresenta per il bambino anche e soprattutto
un mezzo per mantenere il contatto con il mondo esterno e con i compagni lontani,
da cui ritornare alla pari a guarigione ottenuta.
Come i medici dell'equipe
coordinata dal dott. Giorgio Dini, operante nella U.O. di Emato-Oncologia Pediatrica
dell'Istituto G. Gaslini, grazie ad un'altra iniziativa dell'associazione A.B.E.O.
Liguria, stanno attuando il progetto di Assistenza Medica Domiciliare,
così l'insegnante, con questo progetto, porta la scuola tra le pareti domestiche;
tutto questo è finalizzato al benessere psico-fisico del piccolo paziente pur
affetto da patologie per la cura delle quali sono necessarie terapie di lunga
durata che staccherebbero il bambino dal suo mondo, dai suoi interessi e dai suoi
compagni.
Il bambino, seguendo questa scuola, riesce a stabilire con l'insegnante
che lo raggiunge a casa un rapporto molto personale. Sarà compito dell'insegnante,
considerata la capacità di lavoro dell'alunno, fare azione di coinvolgimento stimolandone
l'interesse per le attività proposte, in modo da ridurre al minimo lo sforzo di
apprendimento. Per fare ciò, sono a disposizione tutti i possibili sussidi didattici
previsti dalle sezioni della scuola ospedaliera interna all'istituto Gaslini con
la quale viene mantenuto uno stretto contatto. Altro punto importante dell'attività
dell'insegnante è l'instaurazione di un collegamento con la classe scolastica
di provenienza del bambino, mettendo al corrente dei prodotti, come disegni, storie
e testi, elaborati nel periodo di malattia del compagno assente.
Ciò è reso
possibile e facilitato grazie all'utilizzo dei supporti multimediali e
della rete telematica di cui dispone l'istituto, consentendo collegamenti audio
e video con le scuole abilitate. Al paziente-alunno verranno commissionate verifiche
periodiche, con scansione e contenuti il più possibile vicini a quelli richiesti
dal Ministero per poter certificare l'avvenuto apprendimento.
Il "Progetto
domiciliare di scuola ospedaliera" è quindi una grande quanto utile intuizione,
in sintonia anche con le novità introdotte dai Ministeri della Pubblica istruzione,
della Sanità e della Solidarietà Sociale, che in un recente comune documento indicano
che le attività didattiche vengono considerate - ferma restando la priorità dell'intervento
medico sanitario - come parte integrante del processo curativo in modo da ricondurre
ad unità, nei limiti del possibile, le necessità curative, scolastiche e di relazione
degli alunni malati, e per contribuire al mantenimento o al recupero dell'equilibrio
psicofisico degli alunni ricoverati".