Da
metà aprile 2000 all'interno della rete di servizi offerti dalla IV Divisione
di Pediatria (reparti specialistici, ambulatorio ospedaliero, day-hospital)verrà
attivata l'assistenza domiciliare. Questa servizio, assolutamente innovativo rispetto
all'organizzazione interna dell'Istituto Giannina Gaslini, rappresenta una nuova
tappa di un cammino terapeutico "allargato": attraverso la sua istituzione
si vuole promuovere ed incentivare la cultura delle cure a domicilio, passo fondamentale
nel miglioramento della qualità di vita dei nostri pazienti.
Grazie alla volontà
di A.B.E.O. (che si è impegnata nella raccolta di fondi per finanziare nella quasi
totalità questo progetto pilota in ambito nazionale) ed al contributo della Regione
Liguria (che con deliberazione del novembre 1999 attribuisce ad A.B.E.O. un finanziamento
modesto ma significativo) il progetto ha potuto prendere "forma". In
seguito ad una prima stesura del dott. Paolo Cornaglia Ferraris (risalente al
settembre 1998), ed alcune successive rielaborazioni (redatte con la mia collaborazione,
in accordo con il dr. Dini - responsabile della IV pediatria), il progetto è stato
acquisito dall'Istituto nel luglio 1999. Il 21 dicembre 1999 l’Istituto G. Gaslini,
con deliberazione del suo Consiglio di Amministrazione, dà attuazione al progetto
stesso secondo le linee operative e le modalità d'azione previste. Con tale deliberazione
l’Istituto Giannina Gaslini attiva le convenzioni con A.B.E.O. Liguria, che si
impegna a supportare il primo anno di attività e con la Fondazione Maruzza Lefébvre
d’Ovidio, che offre gratuitamente le apparecchiature informatiche e software necessarie
per il controllo dei pazienti presso il proprio domicilio, e dà mandato ai competenti
responsabili dei settori sanitari ed amministrativi a porre in essere gli atti
necessari ed opportuni al corretto avvio ed esecuzione delle attività previste
dal progetto.
Perché
e che cos'è l'assistenza domiciliare?
Lassistenza
domiciliare va considerata come un sistema integrato di interventi domiciliari
di assistenza sanitaria e sociale continuativa che consente ai bambini affetti
da patologie emato-oncologiche, o nella fase terminale della malattia, di rimanere
il più possibile nel proprio ambiente abituale di vita. Questo sistema
consente di contenere il numero e la durata dei ricoveri ospedalieri e di assicurare
la migliore assistenza possibile, avvantaggiando sia il singolo bambino (miglioramento
della qualità di vita) sia la collettività (indubbia riduzione della
spesa sanitaria per diminuzione dei cosiddetti «ricoveri impropri»).
Le
caratteristiche dellintervento domiciliare, come sottolineato e fortemente
voluto dal nostro progetto, possono essere così riassunte:
1. riduzione
del disagio psicologico e sociale avvertito dai bambini nei confronti della degenza
"ordinaria" (ricoveri nei reparti specialistici, continui accessi presso
il day-hospital) e tentativo di alleggerire il "carico" e l'impegno
delle loro famiglie;
2. possibilità
di modulare in senso flessibile lassistenza (soprattutto nel rapporto tra
intensità assistenziale e condizione di necessità del bambino);
3. contenimento
dei costi a parità di prestazioni rispetto ai modelli di assistenza ospedaliera;
4. coinvolgimento
attivo della famiglia nel progetto assistenziale riguardante il bambino.
I
principi cardine del nostro progetto di assistenza domiciliare sono:
a. continuità
dellintervento: offerta di prestazioni socio-sanitarie curative, riabilitative
o palliative (in relazione al tipo ed alla fase di malattia del bambino);
b. integrazione
tra i servizi: coordinamento e raccordo delle varie professionalità coinvolte
nella cura del bambino;
c. approccio
multidisciplinare (equipe interdisciplinari arricchite di tutte le indispensabili
competenze);
d. formazione
professionale specifica.
Le
esperienze di programmi di Assistenza domiciliare sono ormai consolidate da anni
sia negli Stati Uniti che in molti Paesi dEuropa e costituiscono una alternativa
organizzata alla tradizionale modalità di erogazione di prestazioni, per
pazienti selezionati ed in determinati ambiti clinici. Questo modello di assistenza,
particolarmente adatto al bambino, si è dimostrato sicuramente idoneo a
garantire un più elevato livello di qualità delle cure e vantaggioso
in termini di analisi costo-beneficio.
Altri
elementi fondamentali di questo progetto pilota sono:
a. la
realizzazione di una rete telematica multimediale (progettata in collaborazione
con Sanitel s.r.l. grazie a finanziamenti della Fondazione Vaticana Maruzza Lefèbvre
DOvidio) per il controllo teleguidato degli interventi domiciliari di assistenza
a garanzia della continuità delle cure,
b. la
formazione di personale in ruolo selezionato per esperienza a cui affiancare personale
di nuova assunzione,
c. il
coinvolgimento fattivo e la formazione (tramite un primo corso realizzato
nel periodo gennaio-aprile 2001 - appositamente strutturato per garantire efficienza
e sicurezza delle prestazioni pianificate) del volontariato organizzato in O.N.L.U.S.
e già impegnato nell'assistenza dei pazienti emato-oncologici.
Chi
potrebbe beneficiare del progetto ?
Analizzando
l'attività svolta dal nostro DH di Emato-oncologia pediatrica in un periodo
di 15 giorni (Novembre 1998) risulta che, in base alle prestazioni erogate, il
50% dei pazienti sono eleggibili per la terapia domiciliare. Secondo una parallela
valutazione dei sanitari avrebbero potuto fruire dell'assistenza domiciliare non
meno del 25% dei pazienti. Lindagine ha quindi permesso di stimare che il
numero medio di bambini che potrebbero giornalmente beneficiare di questo servizio
oscilla tra 9 e 15; tra questi 5-8 avrebbero necessità o del solo prelievo
di sangue (da vena periferica o catetere venoso centrale) o di istruzione sulla
gestione del catetere venoso, 3 bambini avrebbero necessità di infusione
endovenosa di antibiotici o antivirali e 1 paziente di cure palliative, monitoraggio
della terapia del dolore ed assistenza medica, infermieristica, psicologica e
religiosa alla fase terminale.
Le
abitazioni presso le quali i pazienti assistiti risiedono durante le cure sono
per lo più collocate nelle vicinanze dell'Istituto. Più del 65%
dei pazienti, infatti, risiede fuori Regione e trova domicilio in strutture da
diversi anni organizzate per l'accoglienza. A causa dell'esiguo numero del personale
sanitario in questa fase iniziale di sperimentazione si seguirebbero pazienti
residenti o domiciliati in un territorio compreso nel raggio di 10 Km dall'Ist.
Gaslini. Questa scelta permette un ragionevole rapporto tra la vicinanza
dellutenza al servizio e la capienza necessaria per una attiva gestione
economica, con contrazione dei tempi morti di spostamento.
Nella
fase di stesura del progetto è risultato fondamentale rivolgere questa
innovativa modalità assistenziale non solo a pazienti in progressione di
malattia: coinvolgendo anche pazienti "in terapia" si è voluto
rafforzare il concetto della "continuità assistenziale" (aspetto
segnalato dai genitori come una delle caratteristiche positive) qualora venga
posta diagnosi di terminalità. Anche per gli operatori poter assistere
contemporaneamente pazienti con buona prognosi e bambini "inguaribili"
riduce il rischio di burn-out generato dall'impotenza di fronte alla condizione
di terminalità.
E
il personale ?
Visto
che uno degli intenti fondamentali è la necessaria continuità delle
cure, il "modulo di assistenza domiciliare" ha iniziato la sua attività
(aprile 2000) con un medico ed una vigilatrice di infanzia appartenenti al reparto
di emato-oncologia e con una lunga esperienza nel settore. Dal dicembre 2000 il
team curante è costituito da un medico coordinatore, 2 medici collaboratori
e da 2 infermiere pediatriche (scelte a turno fra quelle con maggiore esperienza
nei reparti della IV Pediatria) qualificate nella gestione dei pazienti emato-oncologici.
In
un secondo momento si è aggiunta al gruppo anche una psicologa, figura
indispensabile per l'attuazione di un servizio di cure domiciliari. Ovviamente
si tratta di una "squadra in avanscoperta" (anche per il numero esiguo
delle unità interessate) a cui dovrà necessariamente seguire un
allargamento di personale grazie ad un interessamento delle istituzioni. Dallinizio
dellanno scolastico 2001-2002 un insegnante della scuola elemantare interna
allIstituto Gaslini è stato parzialmente distaccato per seguire a
domicilio i bambini inclusi nel progetto di domiciliare.
Quali
erano le aspettative dei genitori ?
Secondo
l'analisi di un questionario proposto ai genitori dei nostri pazienti nel periodo
novembre 1998 - gennaio 1999, lassistenza domiciliare è una necessità
molto sentita. Eseguire procedure diagnostiche e terapeutiche a domicilio rappresenta
un sollievo per un nucleo familiare segnato da una lunga malattia, un tentativo
di rendere al bambino e ai suoi genitori unesistenza il più normale
possibile (non abbandonare forzatamente il lavoro, non rinunciare a tutti i rapporti
di amicizia o alle piccole abitudini familiari).
Risultati
del primo anno di attività
Nel
periodo 10 aprile 2000 30 aprile 2001 (267 giornate lavorative totali in
un periodo di 385 giorni consecutivi) sono stati presi in carico 46 pazienti in
49 fasi terapeutiche così distribuite:
- 8 fasi
terminali: 6 alla prima presa in carico ( 1 pz assistito in collaborazione con
ADI Cure Palliative A.S.L. 3 Genovese) e 2 recidivati ed inseriti in un programma
di cure palliative in un secondo momento;
- 41 tra
dimissioni precoci, prosecuzione di terapie iniziate in reparto, esecuzione di
esami ematobiochimici (tra cui 16 dimissioni precoci alla diagnosi anche per addestramento
alla gestione del CVC).
eseguendo
un totale di:
n°530 prelievi
da catetere venoso centrale o da vena periferica;
n°104 trasfusioni
di emocomponenti e/o emoderivati;
n°520
terapie endovenose (terapia antibiotica, antivirale, antifungina, terapie
immunosoppressiva,
terapia antiemetica, ecc);
n°355
preparazione ed applicazione di sacche infusionali per nutrizione parenterale
totale,
idratazione-nutrizione endovenosa o terapia antidolorifica;
n° 55
incontri per laddestramento alla gestione del catetere venoso centrale o
delle apparecchiature biomedicali;
n° 6
recuperi di catetere venoso centrale trombizzato;
n° 5
medicazioni (ablazione di punti di sutura; posizionamento e/o sostituzione di
catetere vescicale).
I
pazienti entrati in programma hanno usufruito complessivamente di 1364 giornate
di presa in carico (estremi 1 - 172 giorni; mediana 19 giorni).
Considerando
la tipologia del paziente e delle cure prestate 12 pazienti hanno richiesto assistenza
impegnativa continuativa con controllo-terapia giornaliera (671 giorni di presa
in carico) e 37 pazienti assistenza di minor impegno (723 giorni di presa in carico).
Nel
complesso abbiamo eseguito 881 accessi/die al domicilio del paziente (non considerando
che per alcuni pazienti sono stati eseguiti 2 o più accessi nella stessa
giornata).
Alternativamente
questi pazienti avrebbero richiesto:
330
giornate di ricovero presso il reparto di degenza
551
accessi presso il day-hospital o lambulatorio divisionale.
Il
servizio si è svolto dalle ore 08.00 alle 16.00, dal lunedì al venerdì.
In caso di assistenza di pazienti in progressione di malattia o in terapia infusionale
continua (nutrizione parenterale totale e/o idratazione forzata) lintervento
del medico si è esteso nel week-end. E stata garantita volontariamente
disponibilità telefonica 24 ore su 24 solo per i pazienti in fase terminale
v Progetti
complementari al programma di assistenza domiciliare
q Progetto
Hospice
L'A.B.E.O.
(Associazione Bambino Emopatico ed Oncologico) Liguria in collaborazione con la
Fondazione Vaticana Maruzza Lefebvre D'Ovidio si stanno impegnando per la realizzazione
di una struttura (situata a breve distanza dall'Istituto Gaslini in Genova)
con le caratteristiche principali dellHospice L'assetto ospedaliero vuole
essere minimizzato visualmente ed utilizzato solo dove strettamente necessario
(allestimento delle camere da letto e dei servizi igienici). L'ubicazione delle
camere è prevista con un affaccio sul verde, assomigliando in tutto e per
tutto ad un comune locale di residenza. Lo spazio soggiorno con punto cottura
dà meglio il senso della casa e della possibilità di una vita di
relazione più ricca e partecipata. L'aspetto di relazione viene ampliato
ancor di più attraverso la fruizione di spazi aperti: il giardino prospiciente
l'edificio e la possibilità di realizzare piccole coltivazioni rendono
l'edificio assimilabile ad una "casa di campagna" e consentono ai bambini
meno gravi momenti di deambulazione e di svago.
E'
fondamentale l'abbattimento di tutte le barriere architettoniche che ostacolano
il libero movimento dei bambini non deambulanti autonomamente che si devono servire
di presidi. Risulta necessario dotare gli alloggi di servizi igienici adeguati
per pazienti non autosufficienti. Per l'assistenza diretta del malato risulta
importante attrezzare adeguatamente le camere riservate ai pazienti: oltre agli
arredi fondamentali la stanza deve essere dotata di accorgimenti che producono
un aspetto accogliente e funzionale: adeguata ubicazione delle sorgenti luminose
(l'illuminazione diretta dal soffitto disturba il malato a letto); realizzazione
su soffitto e pareti di decorazioni (rendono meno anonime e abbacinanti le superfici
sulle quali il bambino fissa il proprio sguardo); inserimento di una poltrona
letto (per la permanenza notturna di un genitore, non limitando gli spazi nelle
ore diurne per favorire non solo le prestazioni medico-infermieristiche necessarie,
ma anche attività ludico-didattiche).
Nell'ottica
di favorire l'aggregazione ed i momenti comunitari è necessario la costruzione
di un ampio spazio comunitario (struttura tipo veranda) per favorire la vita di
relazione tra gli ospiti, permettendo loro di giocare insieme in un ambiente confortevole
con la possibilità di relazione tra gli ospiti, i visitatori ed il personale.
Per
un adeguato controllo delle condizioni cliniche del paziente ospitato in questi
alloggi protetti l'hospice verrà connesso con la rete telematica multimediale.
q Progetto
Rete Telematica
Lutilizzo
di una rete telematica adeguatamente strutturata (progettata in collaborazione
con Sanitel s.r.l. con finanziamenti della Fondazione Vaticana Maruzza Lefèbvre
DOvidio) consente di costruire ed organizzare lassistenza
in base alle esigenze di ogni singolo paziente; avere in qualunque momento della
giornata un quadro delle condizioni del degente; assicurare al paziente un conforto
psicologico (un campanello domiciliare con cui informare, in tempo
reale, il personale dellequipe assistenziale); disporre di una serie di
dati (indicazioni di origine medico, psicologico, sociologico) per poter migliorare
lorganizzazione dellassistenza individuale.
Il
bambino dimesso dallospedale viene dotato di una serie di apparecchiature
necessarie ad inviare segnali utili al controllo del suo stato generale: la pulsantiera
(invia segnali relativi allo stato di salute in base ad una casistica predeterminata
sono stati predisposti simboli che permettono anche al bambino in età
prescolare di interagire con questo dispositivo) e il terminale Lessie
(in tempo reale trasmette via linea telefonica- i segnali di stato o di
emergenza che il malato e/o i suoi familiari vogliono inviare al centro di assistenza
domiciliare). Il programma informatico che gestisce la rete telematica consente
di impostare profili assistenziali diversi. A seconda dei pazienti in assistenza,
il medico coordinatore deciderà quali saranno gli eventi da segnalare.
Potrà inoltre variare tale prerogativa in base allora di segnalazione.
Ciò permette di modificare il profilo dellassistenza durante il giorno
o la notte. Si viene a creare una cartella clinica informatica dinamica
che permette di raccogliere e consultare dati provenienti da reparti ospedalieri,
singoli domicili dei pazienti, dalla centrale operativa dellequipe di assistenza
domiciliare, consentendo un progressivo adeguamento della terapia prescritta e
la valutazione dellevolversi dei disturbi nellarco della giornata,
della settimana, o di un intero mese. La cartella clinica computerizzata è
gestita via Internet (con accesso regolato da un sistema di doppia password per
garantire il massimo della privacy dei dati clinici) e quindi può essere
consultata sia presso la centrale operativa sia presso il domicilio del medico
o del paziente stesso, sia presso il reparto ospedaliero di riferimento.
Valutazioni
L'attività
svolta in questo primo periodo di attuazione del progetto di A.D. ha suscitato
sia negli operatori sia negli "utenti" coinvolti pareri favorevoli.
Tra questi occorre ricordare: l'importanza per il gruppo familiare di poter stare
a casa e non dover subire continui e/o lunghi ricoveri, con alterazioni
dei rapporti di relazione e affettivi (rappresenta il vero vantaggio difficilmente
quantificabile dell'assistenza domiciliare) potendo mantenere l'unità del
nucleo familiare; il ripristino delle abitudini quotidiane della vita familiare;
la vicinanza fisica a parenti ed amici (valido aiuto e sostegno psico-affettivo);
il mantenimento del lavoro di almeno uno dei genitori; l'abolizione del disagio
conseguente allo spostamento del paziente in ospedale per eseguire prestazioni
effettuabili a domicilio. Il personale sanitario ha segnalato la possibilità
di instaurare un miglior rapporto bambino-equipe assistenziale, con riqualificazione
e rimotivazione di medici ed infermiere ad affrontare con "spirito pionieristico"
ed entusiasmo una esperienza assistenziale del tutto innovativa.
L'assistenza
domiciliare contribuisce sicuramente ad ottimizzare l'impegno di spesa da parte
del Sistema Sanitario Nazionale: riduzione dei costi delle procedure assistenziali
(favorendo le dimissioni, anche precoci dallospedale e riducendo il numero
di ricoveri impropri in ambito ospedaliero) eliminando parte delle passività
registrate dall'incongruenza del rimborso a prestazione previsto dai DRG rispetto
alle esigenze reali di assistenza; migliore occupazione dei posti letto ospedalieri
(da parte di pazienti in fase acuta o subacuta che necessitano di trattamenti
intensivi continui).
Evoluzione
auspicabile potrebbe essere l'estensione, a pieno regime, delloperatività
365 giorni lanno, con personale in servizio dal lunedì al venerdì
(08.0020.00) ed il sabato mattina (08.00-13.00). Poter disporre di una reperibilità
medica ed infermieristica 24 ore su 24 rappresenta un obiettivo irrinunciabile.
Per una migliore e più completa qualità dell'assistenza risulta
indispensabile la presenza strutturata di psicologi (dedicati sia
ai pazienti e ai loro familiari, sia agli operatori), insegnanti di scuola materna,
elementare e media, animatori ludici e guide spirituali. Utile per una più
agile attività è la presenza organizzata dei pediatri di libera
scelta.
Prospettive
future
Il
nostro progetto di assistenza domiciliare, dopo un adeguato periodo di attuazione,
potrebbe essere utilizzato, apportando le dovute modifiche relative alla tipologia
della problematica clinica ed assistenziale, anche per altri settori della
pediatria (la Fibrosi cistica, la dialisi peritoneale, la diabetologia, la riabilitazione
cardio-respiratoria).
Lo
stesso progetto potrebbe essere esteso a tutti quei centri dellAIEOP (Associazione
Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica) che si dimostrassero interessati
ad una esperienza di questo genere, in modo tale da poter essere confrontato e
verificato anche da istituzioni e realtà diverse da quella esistente nellIstituto
Gaslini.
Come
già più volte ribadito si tratta di un progetto pilota per la cui
buona riuscita è indispensabile l'impegno non solo del personale coinvolto
in prima persona, ma anche e soprattutto dei medici e delle infermiere pediatriche
dei reparti, del personale degli uffici amministrativi dell'Istituto Gaslini,
dei genitori dei nostri pazienti (coinvolti personalmente), dei volontari. Solo
con l'impegno di tutti si riuscirà ad ottenere un risultato non solo scientifico
od economico, ma soprattutto si riuscirà a fare un passo in avanti nel
miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti da patologie emato-oncologiche.