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| ABEO
News
1°
semestre 2004 Cari
Soci, eccoci alla terza edizione delle ABEO News. L'intento di questa piccola
pubblicazione è quello di rendervi più partecipi della vita dell'Associazione
e di meglio far conoscere alcune delle attività che abbiamo intrapreso
in favore dei bambini e delle loro famiglie, grazie al sostegno di tutti Voi. Con
i più cordiali saluti...... -----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Una
speranza per le nostre famiglie....
Già da tempo stiamo concentrando i nostri sforzi sul progetto di una nuova
struttura di accoglienza che possa rispondere adeguatamente alle richieste di
alloggio, sempre più numerose, che ci provengono da tante famiglie alle
quali, con le risorse attuali, non riusciamo a far fronte come vorremmo. Le
ricerche, i contatti, le trattative non sono stati semplici e hanno assorbito
molte delle nostre energie. Nell'ultima Assemblea di marzo 2004 si è discusso
sull'ipotesi concreta di una villa che, per quanto interessante, presentava il
limite di un'ubicazione non pienamente soddisfacente rispetto all'Istituto Gaslini. Facendo
seguito alle indicazioni emerse in Assemblea, tutto il Consiglio si è impegnato,
con rinnovato slancio, in questa ricerca di una casa che possa offrire le migliori
condizioni di ospitalità per le nostre famiglie e rappresentare anche un
punto di riferimento per l'Associazione e i volontari. Stiamo lavorando verso
questo importante obiettivo, nella speranza di poter annunciare presto una soluzione
del tutto confacente alle esigenze dei nostri bambini. Maria Dufour
(Presidente ABEO Liguria)
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Progetto
Dolore, no grazie !!
LA.B.E.O. Liguria si è impegnata a fornire il proprio sostegno economico
e morale ad un progetto che sta tanto a cuore alle famiglie contro il dolore in
tutte le sue forme. In che cosa consiste? Il progetto, proposto dal Dr. Luca Manfredini,
nasce dallesigenza di sensibilizzare il personale sanitario affinché
vengano messe in atto tutte le misure possibili per prevenire, diagnosticare e
contrastare il dolore. Il Ministero della Sanità aveva, infatti, istituito
una commissione di studio che ha elaborato un progetto intitolato Ospedale
senza dolore, le cui linee guida sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale
il 29/6/2001 ed affidate alle Regioni affinché ne curino lapplicazione. Ai
fini del raggiungimento dellobiettivo prestabilito, è stata predisposta
una precisa successione di tappe progettuali: 1. Valutare latteggiamento
ed il grado di conoscenza del dolore degli operatori sanitari del Dipartimento
di Ematologia ed Oncologia Pediatrica e della Divisione di Chirurgia Pediatrica
dellIstituto Giannina Gaslini. 2. stimare la prevalenza puntuale (es.
in un dato giorno), lintensità ed il trattamento del dolore in un
largo campione di pazienti pediatrici affetti da patologia emato-oncologica. 3.
Valutare la concordanza tra dolore percepito dal paziente pediatrico tramite metodiche
autovalutative o attraverso una misurazione effettuata da un familiare (valutazione
indiretta) e dolore valutato dal personale sanitario. 4. migliorare le conoscenze
ed i comportamenti relativi al dolore mediante corsi di formazione ed una adeguata
campagna informativa. Di fondamentale importanza risulta la formazione adattata
alle singole esigenze del personale sanitario (medici, infermieri, fisioterapisti,
operatori tecnico-assistenziali) che va supportata da una formazione trasversale
comune a tutti i settori del dipartimento e a tutte le professionalità
coinvolte affinché tutti possano confrontarsi con lo stesso linguaggio.
Dr. Luca Manfredini (Medico onco-ematologia pediatrica)
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Corsi
Avanzati per Infermiere Genova,
febbraio 2004 Il 29-30 gennaio e 26-27 febbraio 2004 si sono svolti a
Firenze due corsi riguardanti il controllo del dolore nel bambino, il primo attraverso
tecniche non farmacologiche, il secondo attraverso la terapia farmacologica. In
entrambi i corsi è stato sottolineato come il Primo e Più
Importante Intervento sia quello di preparare il bambino e la famiglia alla
procedura dolorosa, aiutandoli così a ridurre linsorgenza di sintomi
da ansia anticipatoria e a dissipare alcuni pregiudizi (il bambino individua molto
spesso le cause del dolore nelle cure somministrate piuttosto che nella malattia
da cui è affetto). A tal fine si rivela fondamentale lutilizzo aggiuntivo
(non sostitutivo) di interventi non farmacologici, ossia di particolari tecniche
psicologiche facili da apprendere e alla portata di tutti (medici, infermieri, genitori).
Tali tecniche consistono nella respirazione, rilassamento, visualizzazione, desensibilizzazione,
distrazione e coinvolgimento, rilassamento muscolare. Per quanto riguarda lutilizzo
delle terapie farmacologiche, è ovviamente fondamentale disporre di unottima
conoscenza dei farmaci utilizzabili nella terapia antalgica in campo pediatrico,
partendo da una buona comprensione dei meccanismi di generazione e trasmissione
dello stimolo doloroso. Per quanto riguarda il dolore da procedura, è stata
illustrata la possibilità di gestire una sedazione conscia ed una profonda,
lutilizzo di farmaci endovenosi e gas respiratori: metodiche poco pericolose
ed estremamente efficaci, utilizzate di routine allestero. Destinatari
di tali interventi sarebbero in particolare i bambini sottoposti ad intervento
chirurgico (post-operatorio), i pazienti con patologia cronico-degenerativa in
fase di progressione, non esclusi i neonati ed i pre-termine (naturalmente con
somministrazione modulata). Infine sono stati illustrati gli aspetti legislativi
ed organizzativi che regolano la realizzazione del progetto Ospedale senza
Dolore proposto dal Ministero della Sanità attraverso un decreto
legislativo del giugno 2001. Lucia Derosas e Piera Monte
(Infermiere Pediatriche)
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Corso
Associazione Gioco e Studio in Ospedale Genova,
maggio 2004 Sabato e domenica 8/9 maggio si è svolto il corso Bambini
in Ospedale, organizzato dallAssociazione Gioco e Studio in Ospedale
e rivolto a quelle figure professionali che, a vario titolo, ruotano intorno al
bambino in ospedale (educatori, insegnanti, volontari, ma anche psicologi, infermieri,
ecc.). In base a quanto emerso dal corso, tali operatori devono mirare con
la loro azione alla salvaguardia e valorizzazione della parte sana del bambino,
attraverso attività di studio e soprattutto attraverso il gioco che contribuisce
a promuovere autostima (il bambino non è piu soltanto il destinatario
di cure ed esami) e positività (ha la possibilità di fare qualcosa
che gli fa piacere), diventando un canale di comunicazione privilegiato tra il
bambino ed i suoi interlocutori. Nel rapportarsi al bambino malato gli operatori
dovranno ovviamente tenere conto della sua particolare situazione psicologica,
caratterizzata spesso da reazioni di tipo regressivo e/o aggressivo che non vanno
soffocate, bensì consentite e canalizzate. Si è infine discusso
sullimportanza di un lavoro di equipe ben coordinato in cui vengano definiti
in modo chiaro i ruoli di ciascun operatore. Al corso hanno partecipato quattro
volontari A.B.E.O. Liguria e professionisti provenienti da varie parti dItalia
che hanno condiviso le esperienze dei rispettivi ospedali. Cristina
Alberti (Volontaria ABEO Liguria)
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Comunichiamo
con i bambini! Genova,
novembre 2003 Destinatari principali delle attenzioni dellA.B.E.O.
Liguria sono i bambini. I volontari devono essere consci delle particolarità
della situazione psicologica del bambino ammalato per ottimizzare il proprio servizio. Il
15/11/2003 si è tenuto a Verona il Convegno FIAGOP in concomitanza con
il Forum di psicooncologia organizzato dai medici dellAIEOP. Il tema della
giornata era La comunicazione in oncoematologia pediatrica. Presenti:
Presidente e Vice Presidente ABEO Liguria. Di rilievo lintervento del Prof.
Pajno Ferrara, neuropsichiatra infantile, che ha sottolineato come la qualità
della comunicazione sia correlata alla coerenza tra le parole e gli aspetti del
vissuto, le intenzioni profonde, le emozioni che stanno dietro le parole. I bambini
dimostrano una particolare predisposizione a captare il senso autentico o fittizio,
di facciata, di ciò che diciamo.
Nel corso dellesistenza
la scoperta del sé si verifica e si sviluppa contemporaneamente alla scoperta
altrui; la costruzione della nostra identità sarà per sempre segnata
da una doppia angoscia: il desiderio di conoscenza, che ci spinge a portar dentro
e a rendere nostro ciò che sta fuori di noi, e il timore opposto, di essere
invaso e annientato dallesterno, di non riuscire a salvaguardare la nostra
diversità. Questa oscillazione tra langoscia di integrazione e langoscia
di non-integrazione costituisce la dinamica che accompagna ogni esperienza comunicativa.
Luomo non fa altro che cambiare e modellare la propria identità attraverso
il portar dentro ciò che ancora è fuori. Tale costitutiva perturbazione
dellio può essere vissuta e affrontata in modo gratificante e sereno
solo da chi è sicuro della sua precedente identità e può
disporsi ad arricchirla. Chi invece non è sicuro di ciò che è,
chi è preoccupato di difendere ciò che pensa di essere, ha paura
ad aprirsi e teme di restare contaminato dal diverso. Lo spazio transazionale
(Lacan) è uno spazio di condivisione: la comunicazione avviene dove si
incontrano due desideri di stare insieme. Cera una volta.......
ci si allontana nel tempo ma in realtà questa formula apre il sentiero
di una nuova storia, esprime la disponibilità e la bellezza dello stare
insieme. La comunicazione di diagnosi al bambino,
Dr. Jankovic. Comunicare non vuol dire solo informare ma anche condividere,
accompagnare, ascoltare, accorgersi, entrare in sintonia, avviare una relazione.
Ci vuole tempo. Non si tratta tanto di comunicare la diagnosi quanto il progetto
di cura. La comunicazione non è tanto cosa dire ma come dirlo. Sono convincente
quando credo in quello che dico. CHI: il medico deve comunicare, nello spazio
di 15-20 minuti, senza la presenza dei genitori, se no catalizzano il bambino,
non avviene linterazione. La comunicazione è un processo, non è
un atto. Il bambino viene invitato ad aprirsi coi genitori. Spesso il Dr. J. ha
coinvolto anche i fratelli: così si sdrammatizza ed essi si rendono partecipi.
La comunicazione durante la fase dellaccoglienza (Dott.ssa psicologa
De Scolari) Laccoglienza è attenzione privilegiata ad un essere
unico.Imprinting sociale: acquisizione di un comportamento come risultato di un
insieme di stimolazioni psico-sociali, che un individuo incontra per la prima
volta in relazione a una nuova situazione. Gioco= diokoo= venir fuori dallombra,
dal profondo, lasciar fluire. Il corpo poetico, Jean Le Cocque.
Maria
Dufour (Presidente ABEO Liguria)
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Porto
Antico, per giocare
. ogni posto vale Genova,
19 e 20 dicembre 2003 I Consorzi Sociali Agorà e Progetto Liguria
Lavoro, con la Porto Antico S.p.A. in occasione dellanno del disabile, hanno
voluto offrire ad A.B.E.O. Liguria e alle associazioni che svolgono attività
di volontariato allinterno del Istituto Giannina Gaslini, la possibilità
di organizzare, nellarea Porto Antico, una manifestazione aperta a tutti
i bambini e che riproducesse le attività ludico educative proposte ai piccoli
pazienti. Liniziativa è nata dalla consapevolezza che lo stato di
disabilità riguarda ogni soggetto che, permanentemente o temporaneamente,
si trovi in una condizione di disagio o svantaggio personale e sociale quindi,
per estensione, anche ogni bambino affetto da malattia, il cui decorso e cura
comportino ogni forma di impedimento al normale percorso evolutivo psico-fisico,
personale e sociale Le associazioni che hanno raccolto questo invito A.B.E.O.
Liguria, A.V.O, A.M.R.I. Associazione Neuro Blastoma, Fondo malattie renali bambino,
Gaslini Band Band, Progetto Gaslini, Scuola per linfanzia e Scuola media
G. Gaslini e Associazione Theodora, si sono proposte di avvicinare la popolazione
al concetto che lospedale è realmente luogo di cura oltre che di
terapia e che il bambino in stato di malattia/disabilità è qui rispettato
nella sua normale necessità di gioco quale fonte di crescita armonica La
manifestazione intitolata per giocare
. ogni posto vale, si è
tenuta nei giorni 19 e 20 dicembre a Calata Falcone Borsellino, dove sono stati
allestiti quattro gazebo con funzione di laboratori allinterno dei quali
gli educatori, gli insegnanti e i volontari hanno proposto parte delle attività
di animazione e manualità che solitamente vengono svolte dai bambini in
ospedale. Cera anche un grosso albero di Natale che è stato addobbato
con palle di polistirolo decorate dai bambini. Inoltre è stato allestito
un grande gazebo dove si sono esibiti: un gruppo jazz i Five for swing,
il gruppo Che Idea servizi per linfanzia che ha proposto uno
spettacolo di magia e burattini, la signora Rosanna Calabrò, musicoterapista,
che a messo a disposizione dei bambini e dei genitori presenti diversi strumenti
musicali con i quali si è improvvisato un concerto che ha rallegrato tutti. Per
i più piccini la Biblioteca De Amicis ha proposto la lettura di alcune
favole. Non solo, la Polizia di Stato che in varie occasione ha collaborato con
A.B.E.O. Liguria fornendo il pulman che ha accompagnato i bambini della pediatria
IV nelle gite a Gardaland e alla base degli elicotteri della Guardia Costiera
di Sarzana, non è voluta mancare a questo incontro e, per la gioia dei
bimbi, ha fatto intervenire alla manifestazione quattro splendidi cani della sezione
cinofila e due moto che sono rimaste esposte tutta la mattina del 20 dicembre
e dove tutti i bambini sono saliti per farsi fotografare da genitori altrettanto
interessati. LA.R.L.P. (Associazione Ricreativa Lavoratori Polizia) ha
contribuito molto generosamente alla manifestazione donando allA.B.E.O diversi
scatoloni contenenti pennarelli, matite colorate, penne, album da disegno e altro
materiale che, in parte, è stato utilizzato dagli educatori nei vari laboratori,
in parte destinato alle case di accoglienza che ospitano i nostri bambini e ai
reparti di onco-ematologia. Anche il gruppo giovanile dei Mini Pompieri ha offerto
uno spettacolo che ha lasciato tutti col fiato sospeso, infatti, questi ragazzi
molto in gamba si sono esibiti in spericolati esercizi con scale e corde offrendo
prova di grande abilità. Ringraziamo anche la U.C. Sampdoria che ha
partecipato alla manifestazione rappresentata dai calciatori Grandoni e Marazzina
che hanno rilasciato autografi e si sono fatti fotografare con i bambini. Insomma,
la manifestazione ha avuto grande successo e cè stato qualche bambino
che ci ha chiesto quando venite di nuovo che veniamo a giocare con voi,
qualcuno è venuto tutti e due i giorni perché ieri mi sono
divertito tanto ma la frase che ci ha colpito di più è stata
quella di un bambino delle elementari che è andato via dicendo beati
i bambini del Gaslini che possono sempre giocare con voi
Isabella
Mangini (Vice Presidente ABEO Liguria)
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I
lavori dei bambini in mostra! Genova,
marzo 2004 Alla Biblioteca Berio dall8 al 25 marzo si è tenuta
una mostra promossa da A.B.E.O. Liguria in collaborazione con Gaslini Band Band
, gli insegnanti della scuola materna in ospedale, gli educatori delle associazioni
di volontariato e del progetto Gaslini ed Associazione Gioco e Studio in Ospedale,
nella quale sono stati esposti i lavori eseguiti dai bambini ricoverati allIstituto
G.Gaslini, in particolare nelle sale giochi del Day Hospital e del Reparto di
Pediatria IV. Il tema della mostra è il risultato della realizzazione
del progetto Benessere in Qualità di Vita Nel 1999 nasceva,
infatti, il progetto Benessere in Qualità di Vita, una collaborazione
tra A.B.E.O. Liguria, allora rappresentato dallIng. Giancarlo Orlandini,
e la Dr.sa Daniela Zarri, Medico Psicologo del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia
Pediatrica dellIstituto G. Gaslini. In tale occasione lobiettivo era
quello di creare una continuità tra i reparti di Ematologia ed Oncologia
ed il reparto di Malattie Infettive, dove i bambini e i genitori nutrivano sentimenti
di abbandono, anche se sapevano che lisolamento cui erano sottoposti era
una misura precauzionale necessaria ed erano comunque correttamente assistiti,
ma non dai loro medici ed infermiere. Fu creato perciò il
Folletto del Reparto Extra, interpretato da Erica Ferrari, allora
studentessa di Scienze della Formazione, che faceva da tramite seguendo i bambini
nei tre reparti. Contemporaneamente nasceva lesigenza di un intervento nelle
comunità alloggio messe a disposizione dalla Croce Rossa e dove dimoravano
i pazienti provenienti da altre regioni, in situazione di separazione dallambiente
familiare. Qui fu impiegata Luciana Graniti, che coinvolgeva bambini, genitori
ed operatori nellesecuzione di acquerelli steineriani. Col tempo le due
attività si sono ampliate grazie allaumento del contributo economico
dellA.B.E.O. Liguria che si fa tuttora completo carico del progetto. Strada
facendo si sono aggiunte Elisabetta Mastorci, Scienze della Formazione, che svolgeva
attività in Ematologia e trapianto di Midollo, e Rosanna Calabrò,
musicoterapista che si è avvicendata a Luciana Graniti. Oltre agli interventi
retribuiti ne nascevano altri seguiti da Antonella Nassetti, Scienze
della Formazione, che, come volontaria, prestava servizio in Oncologia. Negli
ultimi due anni, sempre a titolo di volontariato, Serena Gottelli si è
occupata, insieme a Valentina Fazzi, dellanimazione estiva del Day Hospital.
Entrambe provengono da Scienze della Formazione e, come le altre citate, hanno
svolto dapprima il tirocinio formativo e successivamente le ricerche per le loro
tesi di laurea, inerenti la Qualità di Vita, presso il nostro Dipartimento.
Un ringraziamento va quindi al Prof. Ricci, docente di Pedagogia Speciale, che
ha reso possibile una continuità della ricerca nellassistenza. Proprio
da queste esperienze evolve lattuale programma del progetto, adesso interamente
finanziato, che vede impegnate le stesse persone, con laggiunta di Davide
Mori, laureando in Medicina con tesi in Psicologia, in una serie di attività
diversificate che hanno per tema La Trasformazione. Tale scelta tematica
è motivata dallosservazione che, nelle attività fino a qui
proposte, bambini e genitori hanno sempre mostrato di giungere spontaneamente
a ri-raccontarsi proprio attraverso modalità di manipolazione che consentivano
rapida gratificazione e profondi cambiamenti. Da qui nasce anche il tema della
mostra, perché questi giochi semplici e facilmente riproducibili sono proprio
quelli che riportano ad una quotidianità altrimenti inquinata dalla paura
e dal pessimismo legati alla malattia. Girare tra le proprie mani un oggetto,
quotidiano quanto noi stessi, che da rifiuto quale poteva essere considerato terminata
la propria funzione, ridiventa vivo ed acquisisce nuove qualità grazie
a poche e semplici azioni, fornisce lanalogia che si può accettare
il proprio cambiamento o la perdita di una funzione, perché questo non
vuol dire che si è finiti, inutili ed incapaci. Riconoscersi sani non è
facile, in un mondo che diventa sempre piu ipocondriaco perché propone
standard di perfezione psicofisica assolutamente sproporzionati alle possibilità
umane; non crediamo certo di riuscire ad invertire questa tendenza con quel che
proponiamo, ma pensiamo che anche solo il ridimensionamento delle aspettative
che spesso otteniamo sia un risultato importante e duraturo.
Dr.sa Daniela
Zarri Medico Psicologo Dipartimento di Oncologia ed Ematologia Pediatrica
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Un
pomeriggio da volontario Genova,
febbraio 2004 Sono le 17:00 di un qualsiasi pomeriggio d'inverno. E' quasi
buio, fuori. Suona il citofono e tra i piccoli ospiti della villetta serpeggia
una certa agitazione: "Le volontarie!!" E li vedi: qualcuno ti corre
incontro e, con sguardo indagatore, cerca di indovinare se nel sacchetto porti
qualche premietto interessante per i vincitori della tombola o del
mercante in fiera, qualcuno si aggira svogliato nella sala giochi, altri , invece,
restano intenti a guardare la TV oppure ipnotizzati da un giochino elettronico
..
A poco a poco vince lentusiasmo e coinvolge anche i più indifferenti
o svogliati. Siamo tutti intorno al tavolo e giochiamo. Spesso anche le mamme
o i papà decidono di abbandonare per qualche tempo le proprie occupazioni
e si uniscono al tavolo. Talvolta ci raggiungono anche i genitori dei più
piccoli, affidando i loro cuccioli a qualche volontario del gruppo che li impegna
in un giochino più adatto . Il chiacchiericcio si fa vivace: risate, piccoli
sfottò tra i più grandicelli, proteste da parte di chi perde, rivincite,
grida esultanti
. E lorologio scorre! Sono le 19:00, lora dei
saluti, lora in cui le mamme si ritirano in cucina per approntare la cena,
lora in cui anche noi volontari ci ritiriamo con la sensazione di aver trascorso
un pomeriggio in famiglia, come forse raramente facciamo con le nostre famiglie!
Cristina
Alberti (Volontaria ABEO Liguria)
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Occupiamoci
anche degli altri! Genova,
febbraio 2004 LA.B.E.O. Liguria ha partecipato ad un incontro che
si è tenuto a Modena il 6/7 febbraio, aperto a tutte le associazioni di
emato-oncologia pediatrica. Il convegno è stato organizzato da ASEOP (Associazione
per il Sostegno della Ematologia ed Oncologia Pediatrica) in collaborazione con
FIAGOP (Federazione Italiana Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) allo
scopo di sensibilizzare e sollecitare lintervento per il miglioramento della
qualità della vita dei bambini ammalati di tumore nei paesi in via di sviluppo. Un
dato significativo: mentre in Italia il 75% dei bambini colpiti da leucemie e
tumori (circa 1350 ogni anno) riesce oggi a guarire, nei paesi in via di sviluppo
la percentuale si inverte. Per combattere questa tendenza nel 1999 ASEOP ha stretto
un gemellaggio con Asuncion, la capitale del Paraguay, dando luogo al suo corrispettivo
locale: MITAI. Al convegno accanto alle relazioni del dottor Rizzari
(Clinica Pediatrica di Monza), del dottor Perilongo (Ospedale di Padova), del
dottor De Bernardi ( Istituto Gaslini di Genova), del Professor Carli (Clinica
Pediatrica di Padova) e del dottor Jankovic (Ospedale di Monza) - sono intervenute
con la propria testimonianza Associazioni come Maria Letizia Verga, Peter Pan,
Noi per Loro, Abeo e Comitato Progetto Chernobyl, nonché alcuni genitori.
Anche il nostro Dott. Miano, medico dellassistenza domiciliare, su incarico
della Fondazione Gaslini ha relazionato sui primi accordi stipulati con lospedale
di Bucarest allinterno del progetto GASLINI INTERNATIONAL, nato
con la finalità di favorire ladeguamento degli ospedali stranieri
agli standard più avanzati. E stato inoltre illustrato il programma
Cinque per Cento di Speranza che prevede limpegno delle Onlus
di destinare almeno il 5% dei fondi raccolti ai paesi meno attrezzati sotto il
profilo dellassistenza sanitaria in oncologia pediatrica.
Cristina
Alberti (Volontaria ABEO Liguria)
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Supporto
al Progetto di Ricerca sui Tumori Cerebrali
In relazione alla richiesta da parte del Presidente, il Sig. Michele de Mori dellAssociazione
per la Ricerca sui Tumori Cerebrali del Bambino, di prosecuzione del finanziamento
da parte della nostra Associazione al Progetto di Ricerca sui Tumori Cerebrali,
presso lU.O. Neurochirurgia dellIstituto G. Gaslini di Genova, il
Consiglio Direttivo dellA.B.E.O. Liguria Onlus ha deliberato lo stanziamento
per le apparecchiature richieste. I due strumenti di grande importanza per
il Reparto di Neurochirurgia, sono stati donati dallAssociazione in questi
ultimi mesi, per migliorare ed assicurare una efficace analisi dellespressione
genica sulle neoplasie studiate (Camera Elettroforetica GenePhor)
e il mantenimento alla giusta temperatura di costosi reagenti, Kit e materiali
biologici (Frigorifero 20°C). Il Reparto ringrazia: poiché
allinterno dello stesso vengono seguiti numerosi bambini affetti da Tumori
Cerebrali e affiancata allattività di diagnostica, clinica e chirurgica
è stata creata unattività di tipo genetico-molecolare, che
viene svolta presso il Laboratorio aggregato alla Neurochirurgia.
Francesca
Bertolazzi (Segreteria ABEO Liguria) -----------------------------------------------------------------------------------------------------------
I
Leo di Pegli per lABEO
Genova,
maggio 2004 Il 6 maggio il Leo Club di Pegli ha organizzato una grande
serata di beneficenza a favore della nostra Associazione A.B.E.O. Liguria
Onlus presso Il Clan, locale sito in Genova in Salita Pallavicini. Gli
stessi membri del Leo Club Pegli hanno pubblicizzato la serata informando sulle
finalità del contributo che andrà a sostenere le famiglie dei bambini
ricoverati in Pediatria IV presso lOspedale G. Gaslini di Genova. Lampia
partecipazione di molti giovani ci incoraggia, poiché in questo modo si
è anche riusciti a sensibilizzare molti ragazzi ai problemi dei bambini.
Ringraziamo, ancora, la Presidente del Leo Club Pegli, la Sig.na Alessandra Mannino,
tutti i membri del Club ed il titolare del locale Il Clan.
Francesca
Bertolazzi (Segreteria ABEO Liguria)
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In
giro con la Guardia Costiera! Genova,
15 maggio 2004Sabato 15 maggio è una giornata splendida, il sole brilla
in cielo il mare è calmo. Finalmente la gita a bordo delle motovedette
della Marina Militare Italiana, rimandata diverse volte a causa del cattivo tempo,
si può effettuare. Siamo 25: 11 bambini accompagnati da un genitore, dal
dottor Luca Manfredini, dallinfermiera Lucia e dalla sottoscritta. Alle
9 e 30, puntualissimi, ci troviamo a Sturla dove sono pronti due pullman che ci
condurranno al Porto Antico . Siamo euforici!!! Arrivati in porto,
saliamo su una motovedetta e ci prepariamo alla partenza. Il Maresciallo Riela
e lequipaggio, ci invitano ad accomodarci in coperta perché
durante le manovre di uscita dal molo di attracco, è bene che i passeggeri
siano seduti. Non è facile convincere i bambini a sedersi. Effettuata la
manovra possiamo salire tutti sul ponte superiore per goderci la traversata del
porto ed ammirare lo spettacolo: il mare, le grosse navi ormeggiate, la città.
I bimbi corrono da una parte allaltra felici, seguiti dai genitori pronti
ad acchiapparli al volo prima che cadano in mare. Anche lequipaggio, è
impegnato in questa impresa. Subito i bambini familiarizzano con marinai ed ufficiali
a cui sottraggono cappelli e binocoli. Sono tutti estremamente gentili e disponibili.
Ci vengono spiegati i compiti delle motovedette, illustrati gli strumenti di bordo,
qualcuno dei piccoli prova il timone. Laria di mare ha fatto venire a tutti
una gran fame, per cui, tutti contenti mangiamo le buone cose che ci hanno preparato:
pizze, focacce, patatine, dolci e bibite. Purtroppo, alle 13.30 facciamo ritorno
al Porto Antico, sulla banchina ad attenderci troviamo lAmmiraglio
Raimondo Pollastrini che ci saluta promettendoci di organizzare altre gite. Tutti,
bambini ed accompagnatori, si sono divertiti, è stata una bellissima esperienza
che non dimenticheremo, così come non dimenticheremo lequipaggio
che ci ha accolto con tanto calore e simpatia.
 
Isabella
Mangini (Vice Presidente ABEO Liguria)-----------------------------------------------------------------------------------------------------------
In
giro con la Guardia Costiera!
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